Appunti di lettura : Bisogna incuriosire…

Appunti di lettura : Bisogna incuriosire…

“Bisogna incuriosire gli alunni: leggere non deve diventare un dovere”

Non ho mai misurato i compiti al chilo.
“Non multa, sed multum” diceva Plinio il Giovane: non si tratta di leggere molti libri, ma anche uno solo per bene.
Alessandro D’Avenia, autore del romanzo “Bianca come il latte,rossa come il sangue” è professore di italiano al liceo San Carlo di Milano, spiega la sua ricetta per appassionare i suoi ragazzi alla lettura.
“Se racconto un libro in classe, incuriosendo i miei studenti, poi lo leggono. Se è un compito con tanto di verifica, quel libro l’ho già ammazzato.
L’unica regola è essere testimoni appassionati della lettura. Il gioco si fa tutto quando sono bambini: se i genitori non hanno letto loro favole, storie e racconti, allora sarà difficile recuperare in futuro.
Videogiochi, tv e internet non lasciano spazio all’immaginazione: un bambino senza fantasia è un adulto passivo”.
    Mai scordare la favola della buonanotte?
“Einstein diceva: “Volete figli intelligenti? Leggete loro le favole”. 
Vedo tanti bambini giocare con ipad e iphone invece di ascoltare storie da papà e mamma. Chissà se saranno più intelligenti. Ai miei nipotini regalo libri di fiabe, ma mi diverto ancora di più a prendere un atlante e inventare dei racconti. Restano li ad ascoltare e iniziano ad inventare trame e personaggi insieme a me.
   Libro preferito dell’infanzia?
A dieci anni lessi “La storia infinita” Michael Ende. Prima solo fumetti: adoravo Asterix e le storie di Topolino. E la collezzione di fiabe da ascoltare con il mangiadischi, quelle che iniziavano con il corretto: “A mille ce n’è in questo mondo di fiabe da narrar…” Credo sia cominciato tutto da lì.

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