Appunti di lettura…

Appunti di lettura…

Era nostra intenzione creare uno spazio nel sito per “appuntare” pensieri, aforismi o anche vere e proprie pagine, che raccontino di libri, di amore per i libri e di amore per la lettura. Pagine da condividere con voi…quindi, benvenuti nel magico mondo dei libri, dove ogni pagina può portarvi in mille posti diversi e toccarvi il cuore!

  Da libro “Una storia di amore e di tenebra” di Amos Oz

Avrò avuto sei anni, quando arrivò nella mia vita un grande giorno: papà liberò per me un piccolo spazio in uno dei suoi scaffali di libri, e mi permise di disporre lì i miei. A dire le cose come stavano, concesse una trentina di centimetri, cioè più o meno un quarto dello scaffale più basso. Io abbracciai tutti i miei tomi, che sino a quel giorno erano rimasti adagiati sullo sgabello accanto al letto, li portai così sino alla libreria di papà, e li disposi in piedi, per benino, il dorso rivolto al mondo esterno e il volto contro il muro.
Fu una cerimonia di iniziazione, un rito vero e proprio: una persona i cui libri stanno dritti in piedi non è più un bambino ma un uomo, ormai. Ormai, ero come papà. I miei libri stavano in piedi.
Commisi però un errore imperdonabile. Papà andò al lavoro, e io mi ritrovai libero di fare ciò che meglio credevo, in quel mio territorio sullo scaffale: ma avevo un concetto assolutamente infantile di come procedere in merito. E così avvenne che ordinai i miei libri per altezza, anche se i più alti erano proprio quelli che godevano ormai della mia più bassa considerazione, dal momento che erano semplificati, in rima, con le figure: erano insomma quelli che mi si leggevano quand’ero piccolo. Feci in quel modo perchè volevo riempire tutto lo spazio che mi era stato concesso sullo scaffale. Volevo che il mio angolo di libri fosse zeppo e ridondante, che tracimasse, proprio come quello di papà. Ero ancora all’opera, quando lui tornò dal lavoro, gettò un occhiata sconvolta al mio scaffale e poi, nel più assoluto silenzio, mi fisso lungamente, con uno sguardo che non dimenticherò mai: uno sguardo di un disprezzo, di una delusione così amari che non c’era verso di esprimeli a parole. Uno sguardo di totale disperazione  genetica. alla fine sibilò a denti stretti:”Mi vuoi dire, per favore, sei completamente impazzito? Per altezza? I libri son forse dei soldati? Sono forse una scorta d’onore? La banda dei pompieri?
Poi tacque ancora. Fu un silenzio tenace e tremendo, da parte di papà, un silenzio alla Gregor Samsa, come se per lui mi fossi trasformato in uno scarafaggio. Da parte mia, invece, venne un silenzio di colpa, come se fossi davvero sempre stato un meschino insetto la cui vera natura solo ora veniva alla luce, e tutto era perduto per sempre.
In fondo a quel silenzio, mio padre mi rivelò durante i venti minuti che seguirono tutte la faccende della vita. Mi iniziò al sommo segreto nel mondo della biblioteconomia: mi svelò sia la viamaestra sia i sentieri del bosco, i panorami vertiginosi delle variazioni, delle sfumature, delle fantasie , viali isolati, ardite tonalità ma anche eccentrici capricci: i libri li si può ordinare per titolo, in ordine alfabetico per autore, per collana o editore, cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto è possibile.
Nei giorni che seguirono dedicai ore e ore di lavoro alla mia piccola biblioteca, venti o trenta libri che sistemavo, aggredivo come  fossero stati mazzi di carte e mescolavo per poi riordinarli di nuovo daccapo, secondo i criteri più diversi.  

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